Grandi Domani  
 

Consolidandosi il successo del format "Amici", la Fascino , società di produzione di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, ha intrapreso la strada della fiction per sviluppare lo stesso appassionante tema: l'Accademia dello Spettacolo. Una lunga serie, prodotta da Costanzo e Roberto Pace, che Italia1 programmerà, in prima serata ogni domenica, a partire dal 23 gennaio 2005.
“Grandi Domani”, questo il titolo, racconterà, in dodici serate, la vita all'interno di una scuola romana che forma giovani talenti in tre campi fondamentali: danza, canto e recitazione. A dirigere la scuola saranno Dante (Marco Giallini), insegnante di recitazione e anima artistica dell'Accademia e Lucia (Irene Ferri), affascinante ma implacabile amministratrice.
Tra i professori anche un sarcastico Virgilio, docente di Storia dello Spettacolo, interpretato da Francesco Paolantoni. Sei gli studenti di cui seguiremo le vicende scolastiche e private, tra cui il fuori corso Matteo (Giovanni Esposito) e il ribelle Simone (Primo Reggiani). Giovani e pressochè sconosciuti gli altri interpreti, scelti tra oltre 3mila provinati, che si sono preparati per 7 mesi, lavorando con il regista Vincenzo Terracciano, il coreografo Mauro Mosconi e il consulente musicale Fabrizio Palma. Caratteristica e novità di questa fiction saranno, infatti, le tante performance di danza e canto, che coinvolgeranno tutti gli attori del cast fisso, ma anche centinaia di figuranti.
Saranno esattamente 15 i ruoli principali ma, nel corso della serie, si avvicenderanno altri 200 attori per parti minori e circa 4000 comparse. Circa 270, tra staff tecnico e artistico, le persone che hanno lavorato per 40 settimane alla realizzazione della serie (24 puntate da 50 minuti per 12 serate di programmazione) . La scenografia, che ha visto la nascita di una vera e propria scuola con aula recitazione, di danza e di canto, bar, atrio con imponente scalinata e servizi igienici - ricostruita minuziosamente nelle dimensioni reali di spazio e profondità – copre, nel complesso, tutti i 2000 mq del Teatro 10 di Cinecittà. Un ambiente ricostruito in 3 mesi di lavoro per cui sono stati utilizzate ben 2 tonnellate di ferro. “Grandi Domani” si avvale, inoltre, della collaborazione di un grande musicista italiano: Alex Britti ; che ha firmato la sigla della fiction.

 
I Personaggi e le loro storie
  Gli Insegnanti ( Personaggio - Interprete)
 

La Scuola delle Arti dello Spettacolo è un'istituzione che fa capo ad una Fondazione sorretta da capitali in gran parte privati. Ha come finalità la formazione di giovani talenti in tre campi fondamentali: danza, canto e recitazione.Nella scuola, alla quale si può accedere fino ai venticinque anni d'età, è consentita l'ammissione di quindici nuovi studenti l'anno che, a fronte del pagamento di un'iscrizione – è prevista qualche borsa di studio - sono obbligati a frequentare ogni giorno la scuola e a sostenere un esame trimestrale di verifica. Gli insegnanti hanno assoluta libertà per ciò che riguarda i metodi didattici, ma a garanzia dell'efficienza della scuola, nata da venti anni e con qualche problema di bilancio, il CdA della Fondazione ha nominato un rappresentante con compiti di ispezione, guida e sorveglianza. Inviata da una delle società finanziatrici della scuola, arriva:

Lucia (IRENE FERRI), una determinata e affascinante trentenne, da poco separata. Una giovane donna che sembra sempre dover far fronte alla sua incapacità di accettare l'altro lato dell'esistenza: quello composto dalla debolezza, dalla capacità di farsi incantare e di fondare sulle emozioni qualcosa che sia più di un test di vendita. E' intelligente e brillante, ma i suoi atti sono pervasi da un impercettibile senso di sfiducia verso il mondo degli artisti. Non appartenendo al corpo insegnante, si trova ad essere la naturale controparte dei professori, che prima ancora che insegnanti, sono artisti essi stessi. Persone che hanno in comune il rapporto con ciò che hanno abbandonato, il loro mestiere, e il rapporto con ciò che hanno abbracciato, l'insegnamento. Il compito di Lucia non è solo quello di far quadrare il bilancio, ma di rendere redditizia la scuola anche dall'unico punto di vista che interessa le aziende che la finanziano: il ritorno d'immagine. E così, nonostante le sue grandi doti di strategia e diplomazia, Lucia si ritrova abbastanza sistematicamente in polemica, se non peggio, col corpo insegnante. E, in particolare con:

Dante (MARCO GIALLINI), la forza trainante dell'intera scuola, spesso il motore di tutte le storie pubbliche e private degli insegnanti e dei ragazzi. E' il professore di recitazione ma anche un po' il direttore in pectore della scuola. Trasferitosi a Bologna, negli anni Ottanta, per frequentare l'Università, Dante scopre una passione più grande: il teatro. La sua idea è di spendere una vita per l'arte, vivendo la recitazione come utopia, come liberazione. Passano gli anni, la passione aumenta, il teatro diventa lavoro. Prende confidenza con metodi di lavoro non banali e conquista un successo personale enorme, ben al di là della ristretta cerchia della critica militante. Anche registi meno estremi lo richiedono in allestimenti di classici, rivisitazioni rigorose che Dante riesce a rendere morbide come si trattasse di teatro popolare. Decide così di aprire un piccolo teatro a Bologna, ma la situazione non si evolve come lui sperava: da una parte chi lo lodava con passione, dall'altra chi lo denigrava spietatamente. Ma il pubblico, o meglio l'assenza del pubblico, decide purtroppo le sorti dell'esperimento. La chiusura del teatro e i conseguente debiti economici sono inevitabili. A Dante non mancherebbero nuovi ingaggi e nuovi ruoli, ma è anche il momento cui arriva la proposta di dirigere la Scuola , una proposta che finirà per accettare. Insegnare, del resto, risponde alla sua esigenza di trasmettere ad altri la sua passione e anche di rimettere in sesto la sua situazione economica.

Lui, fra tutti, è il professore che crede maggiormente nel suo lavoro, è il grande attore capace di insegnare ad intuire un ruolo, un'espressione, una scena, un'intera rappresentazione. Così come è capace d'intuire gli stati d'animo dei suoi ragazzi, le loro privatissime vite e le drammatiche scelte che di volta in volta saranno chiamati a fare. In particolare, si rivelerà preziosissima la sua vicinanza al giovane Simone, la cui vita sarebbe probabilmente destinata alla malavita; questo anche grazie all'aiuto della sua amica avvocatessa, la bella Cecilia (HOARA BORSELLI). L'esuberanza e il carisma di Dante lo allontanano e nello stesso tempo lo avvicinano a Lucia. Il loro rapporto si rivelerà più profondo di quanto loro stessi non ammetterebbero mai. Con il resto del corpo insegnante, Dante condivide tutta la vita della scuola ed è amico di vecchia data di:

Virgilio (FRANCESCO PAOLANTONI), t itolare della cattedra di Storia dello Spettacolo. E' un uomo sui cinquant'anni con esperienze di assistente universitario che nutre una totale sfiducia nel bagaglio culturale dei ragazzi e non manca di farlo notare. Di formazione classica, scettico e fatalista si diverte a prendere in giro gli allievi, in quanto “asini” per definizione. Continua a chiedersi perché abbia scelto d'insegnare in una scuola del genere, ma in realtà il disordine, la vitalità e le pulsioni convulse che emanano dalla scuola lo tengono in vita. Una vita la sua alquanto solitaria, fin quando non rientra nella sua vita: Caterina (ELENA RUSSO) e i suoi tre figli. La donna, primo e unico amore di Virgilio, è rimasta vedova due anni prima. E' una donna forte e volitiva, che non si perde mai d'animo nonostante le mille difficoltà di dover badare a tre figli adolescenti, con i loro problemi e la loro voglia di libertà. E quando Virgilio si rifà vivo, il passato torna a galla… un passato più ingombrante di quanto lui stesso possa immaginare! Oltre al prof. Virgilio, fanno parte del corpo insegnanti:

Francesca (ALICE MISTRONI ), la brava ma fragile insegnante di canto. Trentacinquenne, è una cantante a metà tra il jazz e la musica leggera. Ha avuto i suoi momenti di popolarità e successo, con il suo amico musicista Gianni (SIMONE PICCIONI), ma a dovuto fare presto i conti con il suo panico da palcoscenico, che le ha causato non pochi problemi. Dopo un disco di grande impatto per qualcuno, troppo poco venduto per altri, è arrivata, provvidenziale, la chiamata di Dante. Francesca è emotiva e sensibile, capace di grandi slanci ma è anche consapevole di un qualcosa che non va nella sua relazione con gli altri. E' un'artista costretta a vivere fianco a fianco con la sua incompletezza. E la sua fragilità di fondo le toglie inevitabilmente carisma: è un ottima insegnante, ma fatica ad imporsi e a sostenere lo scontro sia con gli allievi che con i colleghi e con Lucia, soprattutto. Non ha la pacata solidità di Dante e neppure la durezza e l'autoritarismo di:

Viola (GERMANA BONAPARTE), l'insegnante di danza. Ha quasi trent'anni, un'età critica per una ballerina: insegnare nella scuola, malgrado possa rappresentare una situazione professionale di prestigio, significa per lei vivere accompagnata da inquietudini. E' la più giovane tra i professori tanto che gli studenti appena iscritti continuano a scambiarla per una di loro. E, in effetti, Viola è quasi un'antagonista dei propri allievi, è alla ricerca del clima competitivo delle audizioni. E gli studenti le rispondono con il rispetto della disciplina. Ha tre fratelli che abitano lontano ed è lei ad occuparsi di suo padre Alfredo (PIETRO BIONDI), purtroppo affetto da arteriosclerosi; un impegno assunto con dedizione che, però, le condiziona non poco la vita. Una certa durezza che certo non attiene a:

Odelia (ANNAMARIA TORNIAI) , l'insegnante più anziana della Scuola, che insegna Musica. Un donna in là con gli anni dalla natura spirituale, quasi eterea, si potrebbe definire un essere non di questo mondo. Non insegna propriamente musica, ma – idea di Dante – '“ascolto alla musica”. Il suo corso è un po' un mistero ma, di fatto, nessuno oserebbe obiettare qualcosa sull'importanza delle sue lezioni. I ragazzi si siedono in classe, lei mette dei pezzi musicali e spesso si parla di qualcosa che non sembra avere un rapporto diretto con la musica ascoltata…

Nella scuola, ovviamente, non manca la segreteria, gestita da Marina (RAFFAELLA MENNOIA), l'unica della Scuola che sembra davvero apprezzare l'arrivo di Lucia, nella quale si riconoscenza. Condividono lo stesso senso del rigore e l'efficienza e una certa lontananza dall'aspetto “artistico” della vita. Luogo d'incontro degli studenti è il bar della scuola, gestito da Elena (GIOVANNA REY), figlia dei proprietari. E' cresciuta fin da ragazzina immersa nel mondo della danza, del canto e del clima dell'Accademia, con un sogno, quasi inconsapevole, di fare l'attrice. E' lei spesso ad essere la più aggiornata su tutti i pettegolezzi della scuola
 
  Gli Studenti ( Personaggio - Interprete)
 

Simone (PRIMO REGGIANI) ha condotto una vita sregolata, ai margini della legalità, insieme all'amico di sempre Andrea (MICHELE ALHAIQUE) fino a quando non arriva per caso alla Scuola delle Arti, accompagnando un'amica ma in realtà per sfuggire a dei loschi personaggi con i quali ha contratto un debito di denaro. Alla scuola ci capita il giorno prima di entrare in carcere per scontare una pena passata in giudicato. E quel giorno Simone decide di fingersi un altro, per gioco, per disperazione, per fuggire da sé stesso. Ancora non sa che la sua prova di recitazione risulterà così convincente per Dante, che farà di tutto per toglierlo dal carcere e farlo iscrivere alla scuola. Da quel momento per Simone si apre una nuova vita, una possibilità di rimediare agli errori del passato e di diventare grande. Al contrario degli altri studenti, Simone non ha consapevolezza del proprio talento: ci vorrà tempo, dedizione e dimostrazioni di affetto perché si possa togliere di dosso la scorza di selvaggio che lo riveste e che offusca anche le sue capacità artistiche. E' un po' un predatore, anche nella vita sentimentale, è un ragazzo abituato a prendere quel che può e gli serve subito, ma la disciplina della convivenza e il lavoro comune lo matureranno. Dante per lui sarà come un mentore, un padre. Nonostante ci saranno contrasti, con gli studenti che non si fidano di lui, con l'amico Andrea che non vuole accettare il suo cambiamento e con Dante stesso, Simone ce la metterà tutta per cambiare, e troverà anche l'amore della bella:

Sara (STELLA ROTONDARO), la studentessa indiana di canto. Il vero nome di Sara è in realtà Sarasvati. Perché Sara è di origine indiana. Il padre Naren (FATHY ELGHARBAWY ) si è trasferito in Italia per aprire un ristorante indiano insieme all'amata moglie, che però è morta prematuramente lasciandolo ad occuparsi di Sara e del suo fratellino undicenne Rajiv (SAHIL KUMAR) . Il padre di Sara è fortemente legato alle tradizioni indiane, per questo tiene costantemente sotto controllo Sara, che invece vorrebbe solo vivere la sua vita, e dare sfogo alla sua innata passione: il canto. Sara ha un talento incredibile, una bellissima voce, in comune con la madre. Ma non può ribellarsi al padre, non ne ha il coraggio. Per questo gli fa credere di essere iscritta alla Facoltà di Architettura invece che alla Scuola delle Arti. E il fratellino le tiene il gioco. Ma le grandi bugie, come si sa, sono difficili da mantenere. Anche per Sara arriverà il momento di diventare grandi, di risolvere il suo conflitto con i valori tradizionali paterni e con l'amore per Simone. Ed è anche grazie al canto che ce la farà.

La più giovane del gruppo è Paola (GIULIA BEVILACQUA) che, proveniente da una famiglia piuttosto modesta, cresciuta guardando la tv, sogna il grande salto scoprendosi una specie di passione per la recitazione. I modelli sono le show girl della tv, senza nemmeno tante distinzioni fra veline, conduttrici, ballerine: tanto, tutte fanno tutto. A modo suo Paola ci sa fare e soprattutto è vitale: è una specie di fonte di energia inesauribile, iperattiva. Ha la battuta facile e fulminante. E' convinta che la scuola per lei sia il posto da dove spiccherà il volo; per dove non si sa: la sua ambizione è indistinta, il suo senso di discernimento scarso. Le sembra un miracolo che il gruppo possa accoglierla e, infatti, l'ultima cosa che vuole è creare divisioni: ha orrore che qualcuno possa litigare sul serio, che ci si possa separare. La muove l'istinto. E una fiducia un po' cieca in se stessa. In fondo è arrivata sin lì: ci sono maestri bravissimi che le stanno insegnando quello che serve. E' quello il posto giusto. Lì c'è la sua nuova famiglia.

Furio (MASSIMILIANO VARRESE) ballerino, è tanto schivo quanto determinato. H a un unico obiettivo: diventare il più grande ballerino di danza classica. Si iscrive alla Scuola per cavarne il meglio. Non è mai contento di se stesso, prova continuamente a migliorarsi oltre i limiti della sua resistenza. Ha un carattere schivo e solitario. Non è tenuto in grande simpatia dai suoi compagni. La scorza rude e la tendenza a isolarsi gli derivano in realtà dalla sua infanzia vissuta in un orfanotrofio. Per lo stile di vita che ha condotto fino all'ingresso nella scuola, Furio tende quindi a non fidarsi di nessuno, a sfruttare ogni occasione utile al proprio vantaggio personale. Sgomita per farsi largo, aiutato da un talento al di sopra della media. E' cresciuto dando valore alle cose solo in misura di quanto potessero servirgli e di questo cinismo non ne fa mistero. E' capace di scorrettezze che, in base ai dettami della sua etica distorta, rivendica con orgoglio. Non conosce il valore dell'amicizia: non riesce seriamente a capire che gli amici possono essere una risorsa. Solo, bello e dannato riesce a legare a sé, con un tipo di rapporto ondivago a tratti travolgente e passionale, la bella:

Rebecca (MILENA MANCINI), anche lei aspirante ballerina, nonché - fondamentale per attirare l'attenzione di Furio - figlia di un'etoile di successo, Silvia (ORIELLA DORELLA) . Rebecca segue le orme della madre sulla base della rivalità con quest'ultima; in questo modo si rende portatrice di conflitti, ma anche di grande tenacia, nonostante un carattere fragile e timido. E' cresciuta con la necessità di emulazione, ma anche con la soggezione davanti ad una figura materna soverchiante. Il percorso di Rebecca all'interno della scuola è quindi quello della “figlia di”. Ma c'è un problema: i l suo talento è limitato e questi limiti, che anche la madre conosce, non vengono mai ammessi. Anzi per cercare di proteggerla, la madre, ingerendosi in problemi non suoi, fa pesare il proprio successo sui professori e, inoltre, impressionata dalla doti di Furio, decide si dargli lezioni private a insaputa della figlia. La riconciliazione tra le due passerà attraverso il riconoscimento e la consapevolezza ognuna delle proprie possibilità e responsabilità.

Il vero outsider del gruppo studentesco è il trentacinquenne Matteo (GIOVANNI ESPOSITO) , cioè una persona normale, sposato con Monica (SUSY DEL GIUDICE ) e con una figlia di cinque anni Aurelia (ROBERTA PAIOLETTI ). Ad un certo punto della sua vita, prima che potesse essere troppo tardi – anche se, per certi versi, lo era già: l'accademia non potrebbe accettare i maggiori di ventisei anni – si presenta alla scuola. E' ammesso come uditore alle lezioni di recitazione, anche se la sua presenza all'interno dell'istituzione è stata conquistata più dall'insistenza che non dalla sua reale bravura. Matteo è un “barzellettiere” nato, un'anima esuberante, istrionica. La moglie lo appoggia in questa scelta come ha sempre fatto, aggrappandosi alla consapevolezza di avere al fianco un uomo generoso e sincero, che sa leggere la vita in chiave di commedia. L'unica della famiglia che continua a criticare le sue scelte è invece sua madre Domenica (MARIOLINA DE FANO), che lo conosce fin troppo bene e spera sempre di raddrizzarlo a favore di una vita seria e proficua. I compagni di scuola si rapportano con lui come ad un fratello maggiore e, nonostante la sua superficialità, Matteo riesce a far breccia in loro con le armi dell'esuberanza e dell'ironia schietta e diretta. Dopo vari fallimenti e tentativi di prove d'attore serio, sarà Dante a indirizzarlo verso la strada giusta, quella del cabaret e della comicità.

   
   
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